Vitigno autoctono della Val di Non, da non confondersi con i più conosciuti Groppelli della sponda bresciana del lago di Garda.
"Grop" in dialetto noneso-ladino significa nodo, infatti il grappolo del nostro Groppello rimanda proprio a quell'immagine, con i suoi acini piccoli e sodi, attorcigliati l'uno all'altro.

Per secoli rappresentò la principale coltivazione della Valle ed interessanti testimonianze risalgono alla Carta della Regola di Romallo (1598) dove al Comune spettava la nomina della Guardia dell'uva (detto salter) e la decisione del giorno di inizio vendemmia.
Nella Carta si parlava anche dei vinificatori Pancheri.

A Revò venne fondata una delle prime Cantine Sociali, a dimostrazione della produzione di questo vino e dei conferimenti alla corte di Vienna durante l'impero austro-ungarico.

Sorpassato dalla coltivazione della mela Golden a metà del Novecento, il Groppello di Revò venne recuperato da alcuni coraggiosi agricoltori e definitivamente riconosciuto come vitigno autoctono.

Il primo impianto dell'azienda agricola LasteRosse risale al 2001.