Tarassaco di montagna

Il tarassaco, conosciuto anche come dente di leone, è una delle piante spontanee più affascinanti e versatili che la natura ci offre. Spesso considerato una semplice “erbaccia”, in realtà racchiude una lunga storia di utilizzi in ambito alimentare e medicinale, soprattutto nelle regioni alpine dove cresce rigoglioso nei prati di montagna.

Il tarassaco: una pianta preziosa

Da secoli il tarassaco trova impiego come pianta officinale. Le sue proprietà benefiche sono numerose: favorisce la digestione stimolando le ghiandole dell’apparato digerente, protegge il fegato e incentiva la produzione di bile. Inoltre, contribuisce al benessere della flora intestinale e aiuta l’organismo a eliminare liquidi in eccesso e tossine. È quindi noto come depurativo naturale, oltre ad avere un effetto tonificante e rivitalizzante.

In montagna, il tarassaco rappresenta una vera risorsa primaverile. Le foglie giovani, più tenere e meno amare, vengono consumate crude in insalata, spesso arricchite con ingredienti locali come speck o lardo. Le foglie più mature, invece, trovano spazio in minestre e frittate. I fiori gialli sono utilizzati per preparare lo sciroppo di tarassaco, chiamato anche “miele vegano”, mentre i boccioli vengono conservati sottaceto come alternativa ai capperi. Persino le radici, una volta tostate, possono essere trasformate in una bevanda simile al caffè.

Anche nella tradizione erboristica alpina il tarassaco ha un ruolo importante: viene impiegato come diuretico e depurativo per fegato e reni, e le foglie essiccate sono spesso utilizzate in infusi drenanti. Il periodo migliore per la raccolta è l’inizio della primavera, quando la pianta è più delicata e meno amara.

Tarassaco di montagna: zicoria

Nelle aree alpine, il tarassaco è conosciuto con il nome di “zicoria”, a testimonianza del forte legame tra la pianta e la cultura contadina locale. La raccolta della zicoria è un’usanza profondamente radicata, che si svolge tradizionalmente nel periodo dell’equinozio primaverile, tra il 19 e il 21 marzo.

Secondo le credenze popolari, le erbe raccolte in questo momento sono particolarmente ricche di proprietà benefiche. Quando spuntano i primi germogli, le contadine si dedicano alla raccolta con gesti antichi: estirpano la pianta con tutta la radice, preziosa tanto quanto le foglie, e la ripongono in ceste. Una volta a casa, la zicoria viene lavato con cura e preparato per la cucina.

Nasce così la tradizionale insalata di zicoria, condita con olio e aceto e arricchita con patate lesse e uova sode: un piatto semplice ma ricco di gusto e nutrienti. Le sostanze amare del tarassaco, infatti, stimolano l’appetito, favoriscono la digestione e contribuiscono al benessere generale dell’organismo. Non a caso, questa pianta è considerata una vera fonte di energia dopo il lungo inverno.

In cucina, il suo sapore amarognolo non è un difetto ma un valore: crea contrasti interessanti e si presta a molte preparazioni, dalle paste ripiene ai piatti primaverili più creativi. In passato, inoltre, le radici essiccate venivano utilizzate come surrogato del caffè, noto come “Muggefugg”.

Tarassaco in Alta Val di Non

Questa straordinaria pianta è protagonista di una manifestazione gastronomica molto amata: le Settimane del Dente di Leone, che si svolge dal 12 aprile al 3 maggio in Alta Val di Non. Dal 1996, questa rassegna rappresenta uno degli appuntamenti culinari più longevi della regione.

In questo periodo, ristoranti e locande reinterpretano le ricette della tradizione, proponendo piatti a base di tarassaco che esaltano una cucina genuina, naturale e legata al territorio. Le Settimane del dente di leone celebrano non solo il gusto, ma anche uno stile di vita: quello alpino, fatto di movimento all’aria aperta, rispetto per la natura e valorizzazione delle tradizioni contadine. Il tarassaco diventa così simbolo di un territorio al crocevia di culture, capace di unire sapori autentici e benessere.

Immagini di piatti Zum Hirschen

 

Tarassaco in Val di Rabbi

Il tarassaco viene celebrato nello Zicoria FestiVal in Val di Rabbi, in programma nel 2026 nei weekend del 24–26 aprile e 1–3 maggio. L’evento propone un’immersione completa nella natura e nelle tradizioni locali, con escursioni guidate nel Parco dello Stelvio alla scoperta delle erbe spontanee, laboratori di cucina contadina e degustazioni che valorizzano l’incontro tra il tarassaco e i prodotti caseari di malga.

Le diverse attività, distribuite nelle varie località della valle e con un punto centrale in località Plan, offrono ai visitatori un’esperienza autentica: dalla raccolta delle erbe al loro utilizzo in cucina, fino alle cene a tema che raccontano il territorio attraverso i sapori.

Partecipare a queste iniziative significa riscoprire un sapere antico, fatto di gesti semplici e profondamente legati ai ritmi della natura. Il tarassaco, o zicoria, diventa così non solo un ingrediente, ma un simbolo di rinascita primaverile, salute e identità di montagna.

Zicoria FestiVal di Sole – WEB – Ph Giacomo Podetti

Abbinamenti in calice: i vini ideali con il tarassaco

A completare l’esperienza gastronomica legata al tarassaco, si consiglia di abbinare questi piatti a vini di montagna bianchi, freschi e aromatici, capaci di esaltare le note erbacee e leggermente amarognole della pianta. In particolare, il Solaris e il Gewürztraminer di LasteRosse rappresentano un abbinamento ideale: freschi, puliti e profumati, accompagnano perfettamente i sapori della cucina primaverile di montagna, valorizzando ogni piatto con eleganza e autenticità.

 

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