Groppello, il vitigno eroe delle Dolomiti

Questa è la storia antica e bellissima del Groppello, un vitigno autoctono del Trentino, rarissimo e oggi a serio rischio di estinzione. Un vitigno capace di dare vita a un vino rosso unico, profondamente legato alla sua terra e alla sua gente. Il Groppello non è solo un vino. È memoria, resistenza, identità.

Una storia contadina, una storia imperiale

Un tempo il Groppello era il vino del quotidiano, il semplice sostentamento del contadino che lavorava la terra. Per generazioni ha accompagnato la vita delle famiglie della Val di Non, presente sulle tavole come parte naturale del vivere rurale.

Alla fine dell’Ottocento questa uva divenne una vera economia locale: il vino di Groppello veniva conferito alla Corte di Vienna, apprezzato dall’Imperatore Franz Josef e dalla Principessa Sissi. Un vino di montagna che arrivava fino al cuore dell’Impero Austro-Ungarico.

Poi arrivò la Prima Guerra Mondiale. La crisi economica e il forte fenomeno dell’emigrazione segnarono il primo grande abbandono del vitigno. Negli anni successivi, con la ripresa e il ritorno a coltivare queste terre, fece la sua comparsa una coltura più redditizia: la mela. Il Groppello rimase così il vino “di casa”, prodotto per uso familiare, lontano dal mercato.

Raro, ma mai sconfitto

Con il tempo la sua presenza diminuì sempre di più. Intorno agli anni Duemila, un gruppo di agricoltori tentò di rilanciarlo come coltivazione, ma con scarsi risultati: il vino era poco conosciuto e privo di un vero mercato. Un nuovo abbandono sembrava inevitabile.

Di quel gruppo oggi siamo rimasti in quattro a vinificare il Groppello in modo professionale, affiancati da alcuni contadini che continuano a produrlo per la propria famiglia. Da anni ci occupiamo della sua salvaguardia, mossi da una convinzione profonda: il Groppello è parte della nostra identità.

Dal 2020 abbiamo avviato un progetto di tutela concreto: l’adozione dei pochi filari rimasti, l’installazione di una Panchina Gigante nel nostro vigneto e il riconoscimento del Groppello come Prodotto dell’Arca di Slow Food.

Il nostro eroe è rimasto raro nella sua terra, ma non si è mai arreso.

Un vitigno storico

Il Groppello, vitigno autoctono del Trentino è divenuto il simbolo della viticoltura eroica di montagna. Documenti storici certificano il Groppello come produzione principale di queste zone e come vino conferito in grandi quantità alla Corte dell’Impero Austro-Ungarico. Fu proprio il Groppello a dare origine, nel 1893, a una delle prime Cantine Sociali del Trentino, testimonianza della profonda vocazione viticola della Val di Non.

La Grande Guerra, la fillossera e la diffusione della frutticoltura portarono quasi alla sua scomparsa. Nei primi anni Duemila, alcuni agricoltori tenaci decisero di recuperarlo. Oggi, però, i vignaioli rimasti sono solo quattro e gli ettari vitati meno di una manciata.

Il marchio LasteRosse nasce nel 2000 proprio con un nuovo impianto di Groppello. Le viti erano già presenti da generazioni nella nostra azienda agricola, coltivate per uso familiare. Innamorati di questo vitigno, abbiamo continuato a crederci, consapevoli di una verità evidente: il Groppello è ancora poco conosciuto ed è davvero a rischio estinzione.

Salvare il Groppello: una scelta, una missione

La salvaguardia del Groppello è un progetto che abbiamo creato e curato personalmente. Una missione fatta di amore, responsabilità e visione. Salvare, proteggere e valorizzare questo vitigno significa custodire la storia e le tradizioni del nostro territorio.

Il progetto si é sviluppato in tre azioni principali:

You Are Groppello – Un movimento completamente social, aperto a tutti. Chiunque può partecipare dedicando una foto o un video al Groppello utilizzando l’hashtag #youaregroppello

Adotta un filare – I filari di Groppello vengono messi in adozione. Gli adottanti seguono la vite dal germoglio alla vendemmia, assaggiano il vino prodotto e vengono a conoscerci per brindare insieme. Oggi si può adottare un filare ogni giorno dell’anno!

La Panchina del Groppello – Abbiamo aderito al Big Bench Community Project installando una Panchina Gigante nel nostro vigneto. Un invito a tornare bambini, a guardare lontano, a fermarsi. Oggi è una meta amata da viaggiatori curiosi, in cerca di un angolo rurale e autentico della Val di Non.

Curiosità sul Groppello

  • Dall’uva Groppello nasce un vino che porta lo stesso nome del vitigno: Groppello.
  • È un vino IGT – Vigneti delle Dolomiti, prodotto e vinificato secondo disciplinare.
  • Profuma di bosco: terra buona, sottobosco, muschio, erbe selvatiche, bacche rosse e foglie secche.
  • È un vino pepato, grazie alla presenza della Rotundone, molecola responsabile dell’aroma di pepe che persiste al palato.
  • Ha un’acidità importante, sinonimo di longevità, pulizia del palato e carattere.
  • L’abbinamento perfetto? Tortel di patate. Tortel & Gropel: un modo autentico di scoprire la Val di Non.

Il nostro eroe

Il Groppello è diventato il vitigno eroe delle Dolomiti, testimone della viticoltura eroica di montagna, della biodiversità e dell’anima di questo territorio. È uno dei vitigni autoctoni del Trentino riconosciuti.

Il Groppello è il nostro eroe. Ed è una storia che continua.

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